terapia di coppia

A partire dagli anni 2000, l’attenzione della ricerca per quanto riguarda i disturbi alimentari si è spostata dai soli bambini e adolescenti, anche su soggetti adulti, trattati sia a livello individuale che familiare.
I risultati sono principalmente due: 1)  i fattori interpersonali hanno un ruolo importante sulla persistenza della malattia () 2) includere i familiari nel trattamento di adolescenti con disturbi alimentati migliora gli esiti terapeutici. (). Negli adulti tuttavia i trattamenti per disturbi alimentari sono rimasti individuali, anche se non sempre hanno successo.  ().

Si è voluto dunque mettere a punto un trattamento specifico per disturbi alimentari, inserito in un trattamento di coppia Del resto, è noto che i soggetti che sono riusciti a superare un disturbo alimentare riferiscono che la relazione di coppia ha giocato un ruolo importante. Per questo si è pensato di coinvolgere il partner nel trattamento ().

Le persone con disturbi alimentari infatti, contrariamente a quanto si pensa, hanno delle relazioni che somigliano a quelle di altri che non hanno questi disturbi (), anche se è innegabile che le problematiche che si presentano durante una patologia alimentare finiscono per riguardare anche il partner. Aumenta infatti lo stress, diminuiscono le interrelazioni positive, ci sono comunicazioni meno adeguate rispetto a coppie che non hanno problemi simili. (). E’ inoltre noto che in queste coppie vi sono problemi anche riguardo all’intimità e alla sessualità. ().

Ad esempio, i soggetti che soffrono di anoressia hanno difficoltà ad esprimere i loro sentimenti e fuggono l’intimità col partner,  (), mentre i soggetti che soffrono di bulimia hanno problemi di comunicazione e tendono ad essere impulsivi  (). Le persone che soffrono di disturbi alimentari hanno difficoltà a fissare i confini all’interno della coppia, e possono sentire le relazioni come particolarmente stressanti (). In genere queste persone provano un senso di vergogna e di ansia rispetto al corpo e per questo evitano di avere rapporti sessuali. I cambiamenti ormonali prodotti dagli errati comportamenti alimentari possono anche indurre una diminuzione della libido e di interesse per il sesso.

In genere i partner sono piuttosto insofferenti verso il disturbo alimentare ().; molti si sentono impotenti, hanno paura di fare o di dire qualcosa che potrebbe peggiorare la situazione, per cui diventano evitanti, mentre altri sono critici o giudicanti.

Quando il partner vuole aiutare, spesso non sa come farlo e questo gli causa molto stress (), che può a sua volta acuire i conflitti presenti nella coppia.

Una relazione ostile fra i partners favorisce la persistenza della sintomatologia, con il rischio di aggravamenti anche in vari disturbi psichiatrici.  (). Fortunatamente la terapia cognitivo-comportamentale () può essere utile per trattare questi disturbi, così come l’ansia e la depressione ad essi associata ().

Lo UCAN, o Uniting Couples in the Treatment of Anorexia Nervosa  () è stato studiato per applicare la terapia cognitivo comportamentale per i disturbi alimentari nella terapia di coppia. A differenza di quanto accade per i bambini e gli adolescenti (), dove sono i genitori a prendersi cura dei figli nel riprendere le buone abitudini alimentari, in questa terapia si lavora con i partner, inserendoli nella terapia. Il terapeuta UCAN lavora per far si che la segretezza e l’evitamento comunemente associati al disturbo alimentare diminuiscano (meccanismo 1). Portare allo scoperto le problematiche permette di ricevere supporto dal partner e permette una maggiore comprensione della malattia. I partner per questo partecipano a qualche seduta e vengono tenuti informati. Il partner e il paziente sono dunque sollecitati a lavorare in squadra  (meccanismo 2). La coppia riceve consigli riguardo ai pasti, le uscite serali, le vacanze. Per ridurre lo stress in terapia vengono affrontate tutte le situazioni che influiscono sulla relazione (meccanismo 3).

Il primo passo da fare è quello di aiutare la coppia a costruire le basi per raggiungere tre obiettivi (a) capire l’esperienza del disturbo alimentare, (b) avere informazioni circa il disturbo e il trattamento (c) insegnare alla coppia come comunicare.

Valutazione e psicoeducazioneLo UCAN inizia con una valutazione approfondita della relazione di coppia, dei sintomi del disturbo alimentare e delle caratteristiche associate. Ogni sintomo di anoressia (ad esempio, peso ridotto, paura di aumento di peso, limitazioni alimentari) viene presentato alla coppia in modo che entrambi i partner condividano le loro esperienze e osservazioni di ciascuna caratteristica.

Questo stesso processo è condotto anche per altri disturbi, come la depressione, l’ansia, l’abuso di sostanze, ecc. Il terapeuta poi discute i fattori biologici e ambientali di rischio e di mantenimento dell’anoressia, nonché dettagli sul processo di recupero, affrontando eventuali domande o idee sbagliate che entrambi i partner possono avere.
Discutendo questo materiale di psicoeducazione con entrambi i membri della coppia, lo UCAN diminuisce la segretezza attorno all’anoressia e lavora per creare una comprensione completa e condivisa del disturbo, favorendo il lavoro di squadra della coppia.

Formazione per la comunicazione

La fase uno dello UCAN si conclude con l’insegnamento delle abilità di comunicazione delle coppia, per aiutare i partners a condividere i loro pensieri e sentimenti e per seguire strategie che portino ad assumere decisioni sane. Attraverso l’insegnamento didattico e la pratica, la coppia impara a esprimere pensieri e sentimenti, ascoltare in modo responsabile, risolvere i problemi / prendere decisioni come squadra. Più in particolare, si insegna loro il modo di esprimere correttamente le emozioni, sia riguardo alla malattia, sia riguardo al loro rapporto di coppia.

Si insegnano poi le abilità di ascolto, che aiutano i partner a dimostrare di aver ascoltato l’altro con precisione, e ad accettare le esperienze reciproch, anche se non si è d’accordo. Questa distinzione tra “accettazione e accordo” cioè la capacità di accettare l’esperienza di un altro come valida e autentica, anche se non si è d’accordo, è fondamentale per le coppie con questi problemi.

Infatti, il paziente e il partner hanno prospettive diverse rispetto al disturbo, ed alcune di queste hanno implicazioni significative, ad esempio se il paziente è veramente malato, sottopeso o ha bisogno di un livello più elevato di cure. Le abilità emotive permettono una maggiore comunicazione, in modo che entrambi i partner si sentano capiti, anche quando le loro prospettive differiscono. Le coppie apprendono anche a prendere decisioni insieme, dapprima ragionando su ciò che è importante per ogni partner e poi lavorando per rispettare queste esigenze.

Le coppie sono inoltre incoraggiate ad applicare queste competenze anche al di fuori della seduta, in modo che possano contribuire a migliorare la qualità del rapporto complessivo.

Fase Due: affrontare l’Anoressia all’interno di un rapporto di coppia

Riprendere un peso corporeo sano e sviluppare comportamenti alimentari sani (ad esempio, evitare le limitazioni alimentari e le purghe) sono gli obiettivi principali del trattamento per gli individui anoressici. Nella seconda fase la maggior parte del trattamento UCAN, oltre al trattamento individuale, aiuta la coppia a sviluppare un buon sistema di supporto per il lavoro terapeutico svolto a livello individuale.

Migliorare il comportamento alimentare

Nella seconda fase, la coppia lavora insieme per favorire la salute alimentare, l’esercizio fisico, e altri modelli comportamentali pertinenti, inclusi l’organizzazione del mangiare insieme, affrontare le preoccupazioni sul mangiare in pubblico e cambiare modelli di interazione di coppia inadeguati con strategie più appropriate. Con l’aiuto del terapeuta UCAN, la coppia viene aiutata a creare un ambiente di vita familiare maggiormente positivo. Per quanto riguarda i pasti, sia i pazienti che i partner descrivono comunemente che si sentono ansiosi e preoccupanti di ciò che l’altro pensa o può fare. Il paziente può preoccuparsi del fatto che il partner assuma il ruolo di un “poliziotto alimentare” o il partner essere spaventato dal fatto che il paziente non mangi abbastanza e lui non sappia cosa fare o dire. Il terapeuta guida la coppia nello sviluppo di strategie specifiche per migliorare il momento dei pasti e essere più tranquilli e favorevoli al mangiare sano (ad esempio, creare un programma regolare per i pasti o un piano di cosa discutere e non discutere durante i pasti).

Problemi di immagine del corpo

La seconda fase di UCAN continua ampliando l’attenzione sull’immagine del corpo e sull’intimità fisica. Applicando le capacità di comunicazione acquisite, la coppia discute le questioni relative all’immagine corporea. Una volta che i partner hanno una maggiore consapevolezza su come ciascuno sperimenta questo argomento, la coppia può utilizzare le proprie capacità decisionali per creare modi di interazione attorno all’immagine corporea che favoriscano il recupero. Per esempio, la coppia può decidere che il paziente (femminile) descriva al partner come si sente nel suo corpo senza concentrarsi sull’ “essere grassa” e il partner, usando l’ascolto attivo, potrà esprimere la sua comprensione dei suoi sentimenti e offrire un supporto.

Intimità fisica e affetto

La seconda fase si conclude con una considerazione sull’intimità fisica della coppia rispetto al disturbo alimentare. Il terapeuta discute come il sesso e l’affetto fisico possano influenzare e essere influenzati dall’esperienza dell’immagine negativa del corpo data da un disturbo alimentare, incorporando le esperienze specifiche della coppia in questa discussione.

In questa esplorazione si deve discutere di come la coppia sperimenta le situazioni all’interno della propria relazione sessuale.  Poiché le coppie variano ampiamente nei loro rapporti fisici e sessuali, lo UCAN deve essere adattato al livello attuale di funzionamento del paziente e della coppia in modo da sviluppare modelli più sani. Ad esempio, le coppie che non sono fisicamente vicine possono prima lavorare sui massaggi sul corpo o iniziare a tenersi le mani. Altre coppie che continuano ad avere la vicinanza fisica possono concentrarsi  invece sulla costruzione di una maggiore qualità o quantità di intimità fisica nella loro vita.

Fase tre: Prevenzione e cura delle ricadute

La fase 3 di UCAN mette in pratica il trattamento, concentrandosi sulla prevenzione delle ricadute e sui passaggi successivi delle coppie nel processo di recupero. Il terapeuta fornisce psicoeducazione al recupero e alla prevenzione della ricaduta, per contribuire a garantire che la coppia abbia realistiche aspettative condivise per il recupero non lineare, tipico del disturbo alimentare. Con la guida del terapeuta, la coppia sviluppa appropriate risposte concordate se si verifica una ricaduta per comportamenti disordinati e sintomi correlati. Il trattamento termina con una revisione dell’esperienza UCAN e una considerazione su come la coppia deve continuare a lavorare insieme per il recupero dalla malattia alimentare.

Questo protocollo è in fase di sperimentazione () ma ci sono risultati incoraggianti. Il primo è che il partner aiuta a mantenere il paziente anoressico in terapia. Hanno infatti sospeso la terapia solo il 5% delle coppie contro il 25–40% precedentemente osservato (). Secondo, il trattamento permette un miglioramento nel recupero del peso (MBMI maggiore di 2.9 vs. 1 kg/m2). Terzo, migliora il funzionamento psicologico e dunque riduce la gravità dei sintomi. Quarto, ci sono miglioramenti generali nel rapporto di coppia.

In futuro si dovrà estendere questo trattamento anche ad altri disturbi alimentari.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:

Immagine:
Pixabay
Dr. Giuliana Proietti on BloggerDr. Giuliana Proietti on EmailDr. Giuliana Proietti on FacebookDr. Giuliana Proietti on GoogleDr. Giuliana Proietti on LinkedinDr. Giuliana Proietti on Twitter
Dr. Giuliana Proietti


● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)

● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it

● Saggista e Blogger

● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale

● Conduzione seminari di sviluppo personale

● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici

● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)

● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.


Scrive in un Blog sull’Huffington Post


Contatti e Consulenza con la Dr. G. Proietti


Per appuntamenti e collaborazioni professionali: 347 – 0375949 Ancona, Terni, Civitanova Marche e via Skype

Tweets di @gproietti


Visita il nostro Canale

YouTube


Per le collaborazioni con i media visita la pagina Media e Social Media


Perché sceglierla come Terapeuta: Visita la pagina 9 ragioni per sceglierci come Terapeuti


Ultimo libro: Come vivere bene, anche se in coppia, Franco Angeli, 2016


CONDIVIDI I MIEI AGGIORNAMENTI SU FACEBOOK!

Dr. Giuliana Proietti Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *